Dobbiamo lavorare per creare un ambiente inclusivo in cui tutti si sentano rappresentati e valorizzati.
BY .BEYOND
04/05/2023
Youssou Bamar Gueye, fondatore di Maison Bamar, racconta a .Beyond il suo mondo che celebra l’Africa e le sue mille sfaccettature.
- Raccontaci di te: da dove vieni, qual’è stata la tua formazione scolastica, e cosa ti ha portato a lavorare in questo settore?
Sono Bamar, originario del Senegal e cresciuto a Baldichieri d’Asti. Non ho studiato moda, ma ho conseguito un diploma in perito meccanico e una laurea in scienze della mediazione linguistica. Tuttavia, è stata la mia infanzia in Senegal a farmi avvicinare al mondo della moda. L’arte e l’eleganza che ho osservato fin da giovane mi hanno ispirato a dedicarmi a questo settore, portandomi a coltivare una passione per la creatività e l’espressione artistica attraverso gli abiti e gli accessori. - Come descriveresti il tuo stile con delle parole chiave?
Il mio stile si potrebbe descrivere come un connubio versatile e affascinante di influenze cinematografiche e di bellezza incontrata lungo il cammino. È un’armoniosa fusione tra il classico e il contemporaneo, in cui esprimo la mia creatività attraverso audaci combinazioni di colori, tagli e dettagli intricati. Ogni look che creo è un viaggio emozionante nella bellezza e una celebrazione della mia individualità. - In che modo il tuo stile personale ha influenzato quella che è la visione di Maison Bamar?
Più che il mio stile personale , ad aver influenzato la visione di Maison Bamar è stata la mia persona. Quello che sono oggi attraverso il mio essere afro italiano. - Dal momento che hai un rapporto molto forte con la cultura africana, in che modo questo ha contribuito ad aiutarti a costruire un marchio rilevante come Maison Bamar?
Maison Bamar si distingue per la sua dedizione alla cultura africana e per la capacità di raccontare storie intime attraverso fotografie intrise di ricordi familiari e di epoche dorate ritratte dal cinema. Il marchio si propone di trasmettere al mondo la bellezza e l’autenticità dell’Africa, rafforzando il legame tra il passato e il presente e celebrando l’incanto di un continente dalle mille sfaccettature. - Quali sono i messaggi e i valori che vuoi diffondere? E invece quali sono i tuoi valori d’artista?
Il messaggio che desidero diffondere con il mio brand è quello di celebrare la bellezza africana in tutte le sue forme. Il mio valore come artista è l’umanità, e cerco di raccontare storie autentiche e creare un legame significativo con le persone. Maison Bamar non è solo un marchio commerciale, ma un’esperienza lenta e intima, in cui la storia e la sensazione sono prioritarie rispetto al prodotto finale.
- Parlaci del tuo processo creativo. Dal concepimento dell’idea alla realizzazione sino alla vendita delle tue creazioni.
Il mio processo creativo trae ispirazione dalla musica, dal cinema, dalla fotografia e dai racconti delle sagge nonne e nonni del Senegal. Queste fonti di ispirazione alimentano la mia immaginazione e mi guidano nel concepire e realizzare le mie creazioni. - Quali tipologie di persone sono il tuo pubblico di riferimento?
Il mio pubblico di riferimento è composto da individui che dedicano prezioso tempo alla lettura di un libro, all’immersione nella natura e all’ascolto delle storie di chi cammina per le strade o vive senza dimora. Sono persone che abbracciano la lentezza e che sanno cogliere la bellezza nei dettagli, che sono aperte ad ascoltare le voci meno udite della società. Queste anime curiose e sensibili sono i destinatari privilegiati delle mie creazioni. - Qual’è la tua opinione sull’industria della moda odierna?
L’industria della moda rappresenta un universo di bellezza in continua evoluzione. La mia opinione sulla moda odierna si fonda su una riflessione profonda: nel perseguire il nostro cammino, dobbiamo ricordare che la gradualità e la pazienza sono virtù che ci conducono lontano. In un mondo frenetico e impaziente, abbracciare un ritmo più lento si rivela paradossalmente come la via più veloce per raggiungere i nostri obiettivi. Dovremmo prendere consapevolezza di questa verità, consentendo al tempo di svolgere il suo ruolo nel plasmare il nostro percorso verso il successo desiderato. - Parliamo di diversità? Ritieni che siano cambiate le cose di recente? E soprattutto, come devono continuare a cambiare per contrastare la mancanza di inclusione nella moda?
Il panorama della moda sta pian piano cambiando per quanto riguarda la diversità, ma l’Italia ha ancora molto da fare in questo ambito. Per contrastare la mancanza di inclusione, è fondamentale includere e rappresentare la diversità in tutte le sue forme. Ciò implica promuovere una maggiore rappresentazione di corpi, volti e voci diverse nelle passerelle, nelle campagne pubblicitarie e nelle riviste di moda. È anche importante creare un’industria della moda che valorizzi l’uguaglianza e offra opportunità a talenti provenienti da background diversi. In sintesi, dobbiamo lavorare per creare un ambiente inclusivo in cui tutti si sentano rappresentati e valorizzati. - Oggi, inoltre, si parla molto di appropriazione culturale, un argomento molto controverso, tu cosa ne pensi?
Dipende. Sono aperto su questo tema, tutto dipende da come viene fatta. Qual è la cosa che ti piace di più di questa intersezione di culture?
Ciò che mi affascina maggiormente in questa intersezione di culture è la possibilità di creare connessioni e interrelazioni tra le diverse conoscenze e esperienze che ho acquisito. Come affermava Munari, l’incontro con diverse culture amplia la nostra prospettiva e ci rende più creativi. Attraverso questa fusione di influenze culturali, posso sperimentare nuove combinazioni di idee, concetti e approcci, portando alla nascita di qualcosa di unico e originale. È come un intricato intreccio di fili, in cui ognuno porta con sé una storia e una prospettiva unica, contribuendo a formare un tessuto ricco e variegato. È un processo di arricchimento reciproco, in cui le culture si fondono, si alimentano reciprocamente e danno vita a nuove forme di espressione creativa.