I miei gioielli sono: “un invito ad esplorare nuovi modi di esprimere la propria individualità e di apprezzare la bellezza in forme non convenzionali.”
BY .BEYOND
20/04/2023
Margherita Chinchio è una talentuosa designer friulana, la cui carriera si è evoluta attraverso un variegato percorso di crescita professionale, per poi espandersi nel meraviglioso mondo della moda, concentrandosi in particolare sulla creazione di accessori, e dando vita al proprio marchio distintivo.
I suoi prodotti rappresentano autentiche opere creative, risultato di una fusione magistrale di materiali plasmati con maestria per creare linee sinuose e fluide, che si adattano con eleganza e raffinatezza a tutti i gusti e le personalità.
- Raccontaci di te: da dove vieni, qual’è stata la tua formazione scolastica, e cosa ti ha portato a lavorare in questo settore?
Sono nata e cresciuta a Trieste, dove ho trascorso la mia infanzia e adolescenza. Successivamente mi sono trasferita a Venezia per studiare scenografia e costume teatrale all’Accademia di Belle Arti. Quegli anni sono stati pieni di bellezza e stimoli, ma ho gradualmente capito che la mia attenzione si concentrava sempre di più sui dettagli anziché sull’insieme.Nel mondo teatrale ho avuto modo di conoscere professionisti incredibili che lavorano con grande maestria su ogni dettaglio ed accessorio, tuttavia, l’enfasi rimane principalmente sulla funzione rappresentativa degli oggetti piuttosto che sul loro reale funzionamento nella realtà. Ad esempio, un sontuoso oggetto di scena potrebbe essere realizzato semplicemente con del polistirolo dipinto. Questo aspetto, sebbene affascinante, mi ha fatto sentire un po’ limitata. Ho iniziato così a desiderare di avere tra le mani un oggetto che possedesse tutte le qualità di un oggetto reale, dal materiale alla finitura. Inoltre, ho sempre nutrito una grande passione per i gioielli, anche se fino a quel momento l’avevo coltivata in modo autonomo e non professionale.
Dopo aver conseguito la laurea triennale a Venezia, ho finalmente deciso di provare ad entrare alla Gerrit Rietveld Academie ad Amsterdam, per specializzarmi nel design del gioiello. Una volta superato l’esame di ammissione, mi sono trasferita ad Amsterdam e vi sono rimasta per quattro anni. Personalmente, trovo che la creazione di gioielli offra una grande libertà, sia dal punto di vista tecnico (dimensioni, tecniche, materiali) che espressivo. Questo settore, sebbene di nicchia, riesce a soddisfare molteplici aspetti ed offre infinite possibilità senza rischiare mai di diventare noioso.
- Come descriveresti il tuo stile con delle parole chiave?
Esuberante, voluminoso, grafico e materico insieme. - Come sei arrivata a costruire una tua identità?
Andando per tentativi direi. La costruzione della mia identità è stata un processo di esplorazione e sperimentazione. Ho affrontato molte prove e ho osservato attentamente i risultati ottenuti, mantenendo sempre un alto senso critico e la volontà di perfezionare il mio linguaggio visivo. Spesso, è difficile tradurre in realtà ciò che s’immagina, ed è importante analizzare cosa non ha funzionato per apportare le modifiche necessarie. Ogni materiale ha una sua personalità intrinseca e porta con sé una percezione comune determinata dal contesto storico-culturale. Riuscire ad “alterare” questa natura è una grande sfida. A volte, può accadere di utilizzare il materiale sbagliato per creare un gioiello, compromettendo così la comunicazione visiva del progetto. In ogni caso, ritengo che la costruzione dell’identità sia un lavoro complesso e continuo, un percorso che si sviluppa come un riflesso naturale dell’evoluzione di un individuo lungo il corso della sua vita.
Parlaci del tuo processo creativo. Dal concepimento dell’idea alla realizzazione sino alla vendita delle tue creazioni.
Il mio processo creativo varia di volta in volta, ma spesso trovo ispirazione direttamente dal materiale che utilizzo. Sono affascinata dalla possibilità di sperimentare con diverse combinazioni di materiali ed osservare come interagiscono tra loro. Mi piace lasciarmi guidare dal materiale stesso durante la fase creativa. A volte realizzo degli schizzi preliminari, ma non sempre è necessario. Per quanto riguarda la vendita delle mie creazioni, cerco di esplorare contesti diversi ed osservare le reazioni delle persone. Questo aspetto del processo creativo, tuttavia, può risultare meno intuitivo e talvolta anche frustrante.- Come integri la tua visione artistica nel lavoro su commissione?
L’approccio alla realizzazione di lavori su commissione varia a seconda del caso e del cliente. Alcune persone mi contattano con un’idea ben definita, mentre altre mi concedono piena libertà creativa.Lavorare su commissione è sempre un’esperienza elettrizzante, ma allo stesso tempo mi pone una grande responsabilità e mi fa sentire costantemente sotto pressione. Trovare un equilibrio tra la mia visione artistica e le aspettative del cliente è un esercizio delicato.Ciò che fa la differenza è il grado di libertà che mi viene concesso, il rapporto che instauro con il cliente e vari aspetti tecnici, come il budget a disposizione, le tempistiche e le tecniche da utilizzare. È importante considerare tutti questi elementi per realizzare un lavoro su commissione che soddisfi le aspettative di entrambe le parti. - In che modo si possono ritrovare nelle tue collezioni valori come libertà e diversità?
Penso a partire dai gioielli stessi! La natura dei miei gioielli è intrinsecamente libera, poiché sfugge ad una concezione tradizionale dell’immaginario legato ai gioielli. Spesso i miei pezzi sono più facilmente interpretati come sculture piuttosto che come “accessori indossabili”. Ciò è evidente nelle forme, nei volumi e nell’utilizzo di materiali considerati non preziosi, come l’alluminio. I miei gioielli rappresentano un elemento inaspettato che richiede una nuova e aperta lettura, senza pregiudizi. In questo modo, promuovono la diversità ed offrono un’interpretazione liberante rispetto alle convenzioni tradizionali dei gioielli. Sono un invito ad esplorare nuovi modi di esprimere la propria individualità e di apprezzare la bellezza in forme non convenzionali.
- Quali tipologie di persone sono il tuo pubblico di riferimento?
Il mio pubblico di riferimento è molto variegato, proprio come le diverse tipologie di gioielli che creo. Tuttavia, in generale, posso dire che le persone che si interessano ai miei gioielli condividono un senso dell’ironia e non hanno paura di distinguersi. Sono individui che amano sfidare le convenzioni e desiderano indossare pezzi unici che attirano l’attenzione. Quali forme di creatività ritieni possano influenzare positivamente la cultura della diversità e dell’inclusione?
Direi tutte! La creatività è frutto di curiosità, sensibilità, ingegno ed originalità intellettuale. Pertanto rappresenta un’attitudine generativa positiva a prescindere dal contesto.- Come pensi che i tuoi gioielli possano contribuire a promuovere l’uguaglianza di genere e la diversità?
Quando creo i miei gioielli, non tengo conto del genere di chi li indosserà. Mi concentro invece su aspetti universali come qualità e versatilità, che sono importanti per tutti. Ad esempio, è fondamentale per me offrire gioielli che si adattino alle diverse dimensioni delle dita, del collo o del polso.La suddivisione dei gioielli così come di qualunque altro oggetto per genere non solo mi sembra superflua, ma anche dannosa e limitante per l’immaginazione e la realtà di tutti. Ci sono molte persone di sesso maschile che desiderano indossare gioielli, ma si sentono culturalmente intimidite nel mostrarsi pubblicamente “ingioiellate”. È un peccato!
Spero che la natura libera e priva di connotazioni di genere dei miei gioielli sia percepita dal mio pubblico. Anche la rappresentazione è importante, ed è per questo che mostro i miei gioielli indossati da persone sui miei canali. Sinceramente, non avrei alcun problema se uno dei miei pezzi venisse utilizzato per decorare una pianta o come guinzaglio per un animale. Al contrario, mi farebbe molto piacere!xs