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CARRELLO

“Vogliamo essere una piccola goccia che, insieme a molte altre, crea un'onda di cambiamento” Simona Gassi e Francesco Decaro, designers di Nebra Skay Studio.

BY .BEYOND

18/06/2023

Nebra Skay Studio: un’atelier digitale per una moda sostenibile.

  1. Raccontaci di te: da dove vieni? Qual è stata la tua formazione scolastica e cosa ti ha portata a lavorare in questo settore?


    Nell’anima del progetto Nebra Skay Studio c’è una fiamma ardente, una passione che brucia dentro di me, Simona, e dentro il mio socio e amico Francesco. È lui il vero pioniere, colui che ha concepito l’idea di co-fondare un brand di abbigliamento, un’idea che ha toccato il profondo del nostro essere.
    Siamo entrambi figli della splendida Puglia, provenienti da due città della provincia di Bari, e abbiamo condiviso un lungo percorso formativo. Dai giorni trascorsi insieme al Liceo Scientifico, fino ai primi due anni trascorsi nella facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Le nostre vite si sono separate nel 2018, quando, per ragioni personali ma anche per il desiderio di crescita, abbiamo scelto di abbandonare Bari e proseguire i nostri studi altrove. Abbiamo continuato a coltivare la passione per l’architettura: Francesco ha trascorso due anni in Spagna, mentre io mi sono trasferita alla Facoltà di Roma Tre.
    La decisione di intraprendere la strada della moda è stata il risultato di una serie di eventi e circostanze, una trama intricata che è difficile ricostruire. In primo luogo, è stato un processo di consapevolezza che si è sviluppato nel corso degli anni e che ci ha allontanati progressivamente dall’architettura, portandoci verso il design. Dopo aver conseguito le nostre lauree magistrali, entrambi avevamo la consapevolezza che non volevamo essere solo architetti, almeno non in questo preciso momento storico.
    Per noi, il design e la progettazione in generale hanno sempre avuto un obiettivo etico e sociale: migliorare le condizioni di vita delle persone e preservare il nostro pianeta nel suo stato migliore. L’idea di avventurarci nel mondo della moda è nata nella mente di Francesco nel 2019, e poi me l’ha proposta perché sapeva della mia passione e di un breve periodo di esperienza sartoriale che avevo svolto durante gli anni del liceo. Fin dall’inizio, siamo stati affascinati dall’idea di fare design in un settore profondamente compromesso, che arreca danno alle vite delle persone e al nostro pianeta. Un settore che richiede risposte immediate alle problematiche condivise che affronta.
    Abbiamo sentito che era il momento giusto per mettere in gioco le nostre competenze e le nostre idee, per contribuire a un cambiamento positivo. Nebra Skay Studio nasce dalla volontà di rispondere a una chiamata, di affrontare le sfide con coraggio e determinazione. Siamo consapevoli dei sacrifici e delle difficoltà che ci attendono lungo il cammino, ma siamo pronti ad affrontarle a testa alta.
    Il nostro desiderio è creare capi di abbigliamento che siano belli, funzionali e sostenibili.


  2. Come descriveresti il tuo stile con delle parole chiave?

    “Clean”, questa è la nostra parola chiave.
    Per noi, però, “clean” non significa spoglio, minimalista, bensì equilibrato nelle sue parti, misurato. Per quanto molti dettagli strizzano l’occhio allo streetwear, abbiamo sempre mantenuto un approccio sartoriale, vecchia scuola, per la creazione dei modelli. Questo è evidente nei dettagli, nelle rifiniture.
    L’ambizione è stata sempre di ottenere prodotti “autoevidenti”, che non abbiano bisogno di spiegazioni perché in ogni dettaglio, anche il più stravagante, provano a rispondere ad un’esigenza chiara e esplicita di chi li indossa, tanto pratica quanto comunicativa, quindi puramente estetica.

  3. In che modo il vostro stile personale ha influenzato quella che è la visione di Nebra Skay Studio?

    Nebra Skay Studio è stato plasmato sin dall’inizio dai nostri valori e dalla nostra concezione di “prodotto”, dalla nostra visione del design che si trasforma poi nel nostro stile come progettisti. È proprio questo che ci anima e ci fa vibrare.
    Se per “stile personale” s’intende il modo in cui ci vestiamo individualmente, siamo una coppia di designer un po’ atipica con due stili a volte differenti. Tuttavia, quando si tratta di progettare i capi di Nebra Skay Studio, questa distanza si dissolve completamente. Non ci lasciamo guidare dal nostro gusto personale in fatto di abbigliamento, bensì da una visione condivisa di quale debba essere l’immaginario estetico del presente, che cerca di anticipare quello futuro.
    Ci spingiamo oltre i confini, sfidando le convenzioni e le aspettative, perché crediamo che la moda non debba essere solo un’industria che produce indumenti, ma un mezzo per esprimere la nostra identità e i nostri valori.
    Per noi, progettare un capo d’abbigliamento non è solo una questione di estetica, ma è un modo per comunicare, per trasmettere un messaggio profondo e significativo. Vogliamo che i nostri capi ispirino emozioni, che siano una tela su cui dipingere storie di bellezza, coraggio e speranza. Desideriamo che chi indossa i nostri abiti si senta unico, audace e autentico.
    Vogliamo lasciare un’impronta positiva nel mondo della moda, promuovendo pratiche sostenibili e responsabili, valorizzando l’artigianato locale e sostenendo i talenti emergenti.
    Nebra Skay Studio è più di una semplice etichetta di abbigliamento. È l’incarnazione dei nostri sogni, dei nostri valori e della nostra dedizione. È un richiamo alla bellezza, all’innovazione e all’autenticità. Siamo grati per l’opportunità di condividere la nostra passione con il mondo e ci impegneremo a sorprendere e ispirare sempre.

  4. Come Nasce Nebra Skay Studio? Da dove deriva e cosa significa questo nome?

    Nebra Skay Studio è il riadattamento di “Nebra Sky Disc” che è la traduzione di Disco di Nebra, un reperto di oltre 4000 anni fa, la più antica raffigurazione della volta celeste utilizzata per regolare i tempi del raccolto. Un oggetto scientificamente molto avanzato per il suo periodo storico, con il quale mettere la scienza e l’osservazione dei fenomeni a servizio di una pratica molto concreta e immediatamente utile per le persone. Abbiamo pensato che non ci fosse sintesi migliore del nostro approccio al design. Per di più questa mappa celeste non è altro che lo smiley nel nostro marchio.
    Come siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di questo disco è forse la cosa più curiosa: Francesco e la sua passione per Yu-Gi-Oh! ci hanno permesso di scoprire una carta che lo raffigurava e ci è subito piaciuto!

  5. Quali sono i messaggi e i valori che volete diffondere? E invece quali sono i vostri valori d’artista, individualmente?

    Ciò che proviamo a diffondere è un valore profondo, un approccio coscienzioso alla moda che abbraccia ogni aspetto, incluso il concetto di sostenibilità. Per noi, la moda va oltre l’apparenza superficiale, è un mezzo per esprimere chi siamo e ricercare con cura prodotti che siano il meglio possibile.
    Amiamo l’idea di coinvolgere i nostri clienti nel processo produttivo, di renderli partecipi con totale trasparenza. Vogliamo che conoscano a fondo chi siamo. Non vogliamo che la scelta di indossare i nostri capi sia impulsiva, ma un’autentica condivisione di ideali.
    Sogniamo di creare nel tempo una vera e propria comunità, una famiglia di persone che condividono la nostra passione per la moda e si identificano con la nostra stessa concezione del design. Vogliamo che questa community sia testimone dei nostri sforzi, che sostenga e abbracci la nostra visione.
    I nostri valori individuali sono fondamentali e permeano tutto il lavoro del nostro brand. Non poteva essere altrimenti. Siamo guidati da una profonda integrità e da un impegno sincero verso la qualità, l’innovazione e la responsabilità. Il nostro modo di progettare e creare è un riflesso autentico di chi siamo, delle nostre convinzioni e della nostra anima.
    Non ci accontentiamo del mediocre o dell’approssimativo. Ci impegniamo a ogni passo per offrire prodotti che rispettino l’ambiente e le persone, che siano realizzati con materiali sostenibili e processi di produzione etici. Questo è ciò che ci guida, ciò che ci dà un senso di soddisfazione e realizzazione.
    Nebra Skay Studio non è solo un brand di moda, è un viaggio emozionale, una ricerca costante di bellezza e significato. Speriamo che ogni capo che creiamo porti con sé un pezzetto del nostro cuore e che ogni persona che lo indossi si senta parte di qualcosa di speciale.

  6. Parlateci del vostro processo creativo. Dal concepimento dell’idea alla realizzazione, sino alla vendita delle vostre creazioni.

    Il processo creativo nel nostro caso, non si concentra solo sugli aspetti formali dell’oggetto, ma cerca di delineare in partenza anche il processo produttivo per realizzarlo e l’intero ciclo di vita del prodotto stesso.
    Generalmente partiamo da un’esigenza: che sia concreta e funzionale o di espressione estetica sotto ogni punto di vista. Il passo successivo è immaginare prodotti che rispondano a questa esigenza e che siano frutto del nostro immaginario estetico.
    Da qui in poi, è tutto un processo di modifiche successive e reiterate, per ottimizzare il prodotto in ottica sostenibile: modifichiamo il modello in funzione della scelta materiale e i suoi parametri di sostenibilità; controlliamo la qualità e il comfort del design ipotizzato, nonché la durabilità, ma anche la “riparabilità” dei capi; controlliamo tutti gli aspetti di sostenibilità della sua produzione, come i rifiuti pre-consumo nella fase di taglio ad esempio.
    Disegniamo in mente tutto il percorso che il prodotto farà, dalla sua realizzazione al suo smaltimento, e cerchiamo di rendere ognuna di queste fasi il più efficiente e sostenibile possibile. La vendita avviene su preorder e producendo in lotti, per limitare gli avanzi di magazzino. Inoltre, in questi mesi è in cantiere la nostra nuova piattaforma e-commerce che ci permetterà di realizzare una filiera circolare per i nostri capi e di offrire servizi post-vendita ai clienti.

  7. Come scegliete le materie prime dei vostri prodotti e come verificate che siano sostenibili?

    La selezione dei materiali è la parte principale della fase di design del prodotto, nonché quella che ci richiede sempre più tempo e impegno. Sia la selezione che la verifica avviene in collaborazione con l’istituto di ricerca locale Forethinking e con l’Università degli Studi di Bari.
    Cerchiamo sempre di partire da una lunga lista di proposte, che poi valutiamo singolarmente sotto più fronti: la sostenibilità ambientale, quella sociale, il processo produttivo, la localizzazione dell’azienda produttrice e le garanzie di sostenibilità che possiede.
    La verifica del tessuto viene, in ultima fase, svolta dal dipartimento di Chimica dell’UniBa, che ci fornisce report dettagliati e ci permette di fare scelte di design consapevoli e ottimali.
    I prodotti realizzati in nylon rigenerato ECONYL sono una garanzia sotto questo punto di vista e hanno ottimi parametri di sostenibilità, oltre che buone prestazioni.
    Dopo le più recenti fasi di ricerca, però, abbiamo scelto di prediligere materiali bio-based, biodegradabili e derivanti da materie prime non plastiche. I prossimi prodotti in uscita quest’anno, infatti, molto probabilmente avranno altri tessuti.
    Non per ultimo, il prezzo della materia prima. Un prezzo contenuto, accompagnato da buone prestazioni, ci permette di rendere i nostri prodotti adatti a persone con diverse capacità di spesa. Vogliamo rendere la sostenibilità una scelta possibile per il maggior numero di persone.

  8. Quali tipologie di persone sono il vostro pubblico di riferimento?

    Ci rivolgiamo a un pubblico abbastanza eterogeneo, che condivide con noi una visione della moda distante dalle derive del fast fashion di oggi.
    Una grossa fetta sono i consumatori formati approfonditamente sul tema sostenibilità. Sono clienti in grado di smascherare il greenwashing, condannandolo duramente in ogni ambito. Conoscono l’impatto negativo del settore tessile sull’ambiente e sanno che non basta il materiale per rendere un capo sostenibile. Sono i clienti che più facilmente apprezzano non solo i nostri prodotti, ma anche tutta l’attività del brand, il modello di business che ci stiamo impegnando a realizzare, la ricerca scientifica che svolgiamo costantemente.
    Poi ci sono i cosiddetti Fashion Early Adopters: amano il mondo della moda, sono aggiornati sulle tendenze e vogliono comunicare il proprio status e le proprie idee per mezzo di ciò che indossano. Un brand emergente come il nostro, con un grosso carattere valoriale, spesso è ciò che cercano. Tra il nostro pubblico, ci sono anche sempre più persone che cercano la sostenibilità ma amano il fashion e non sono disposti a rinunciare all’estetica e alle tendenze. Sono le stesse persone che hanno difficoltà ad acquistare sostenibile, perché spesso la proposta estetica di brand sostenibili sul mercato è quella ‘natural’, ‘bio’, un po’ distante dalle tendenze attuali.

  9. Che rapporto avete con la sostenibilità?

    Per noi, questo è diventato un modo di vivere, un rapporto quotidiano e spontaneo che permea ogni aspetto della nostra esistenza. Ci poniamo costantemente la domanda se le nostre azioni e le scelte che facciamo possono arrecare danno alle persone, all’ambiente, alla nostra stessa salute. Dall’uso dello spazzolino, alla gestione dei rifiuti, alla scelta dei vestiti, fino alla nostra mobilità.
    Abbiamo abbracciato l’idea di acquistare meno, ma meglio. Siamo sempre in cerca di conoscenza e ci affidiamo a marchi che comunicano con trasparenza e che ci coinvolgono nel loro impegno per migliorare le cose. Crediamo fortemente nel potere dell’individuo nel contribuire alla risoluzione delle problematiche ambientali e sociali, anche se siamo consapevoli che un vero cambiamento si verificherà solo quando le grandi aziende e gli attori chiave in vari settori regolamentano e limitano le loro attività. Ci piace fare la nostra parte e dare un contributo attivo. Siamo diventati il nostro cliente ideale, in sostanza. Abbiamo abbracciato uno stile di vita che riflette i nostri valori e le nostre convinzioni. Siamo grati per ogni opportunità di fare scelte consapevoli, di supportare brand che si impegnano per il bene comune e di contribuire, anche se in modo modesto, a un cambiamento positivo.
    Ciò che ci spinge è la speranza di un futuro migliore, in cui le persone siano più consapevoli delle proprie azioni e dei loro impatti sul mondo che ci circonda. Vogliamo essere una piccola goccia che, insieme a molte altre, crea un’onda di cambiamento. La nostra passione e la nostra determinazione sono alimentate dal desiderio di lasciare un’impronta positiva, di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.
    E così, giorno dopo giorno, continuiamo a porci domande, a cercare alternative, a fare scelte che rispecchiano i nostri valori. È un impegno che ci dà forza e gioia, sapendo di contribuire, anche se in piccola misura, a un futuro più sostenibile e responsabile.

  10. Qual è la vostra definizione di design sostenibile e come avete iniziato a interessarvi a questa tematica?

    Pensiamo che il design sia sostenibile se innanzitutto risponde a delle esigenze reali, invece di crearne di nuove per i consumatori, come spesso accade nel settore fashion. Inoltre, sostenibile è ogni design che ottimizza al meglio metodi e processi, affinché questi non impattino negativamente sul pianeta e sulla vita delle persone.
    L’avvicinamento alla moda sostenibile è stato inevitabile dopo una prima esperienza condivisa nel settore abbigliamento. Abbiamo lavorato insieme come Account Manager per un’azienda che si occupava di abbigliamento promozionale in grande scala. Per noi è stata l’occasione di osservare da vicino i processi produttivi più industrializzati, il modello produttivo “fast” dell’abbigliamento, che spesso non si conosce lavorando nel mondo della sartoria o nei comparti creativi dei brand.
    Abbiamo subito compreso le criticità del settore. Eravamo già con Nebra Skay Studio in testa e stavamo cercando di dargli forma, di capire quale sarebbe stata la nostra proposta come brand. Più facevamo ricerca, più incontravamo tutte le contraddizioni di questo settore, più nasceva in noi un’esigenza anche morale di agire in una certa direzione, che poi è quella che abbiamo intrapreso senza esitare: quella della sostenibilità.

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